Orto Botanico di Napoli



Centro di Ricerca dell'Università degli Studi di Napoli Federico II

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Mostra itinerante:  “Amori Botanici”

2 - 30 Settembre, 2015

Orto Botanico di Napoli

Serra Monumentale Merola

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Orari

Lunedì, Mercoledì, Venerdì: 9.00 - 14.00
Martedì, Giovedì: 9.00 - 16.00
Sabato 26: 9.00 - 16.00
Domenica 27: 9.00 - 16.00

“Amori Botanici” è il titolo della mostra realizzata nell’ambito del progetto Florintesa: Potenziamento, promozione e divulgazione della rete degli Orti Botanici e dei Giardini Storici d’Italia che sarà esposta nell’Orto Botanico di Napoli dal 2 al 30 settembre 2015 (Serra Monumentale Merola)

Il filo conduttore della Mostra è l’amore. L’amore nei suoi molteplici significati e declinazioni: gratuità, relazioni, passione, dedizione, stupore, conoscenza, protezione. Quell’amore che noi come uomini, ma più in generale tutti gli esseri viventi, riceviamo dalle piante non solo attraverso la produzione di ossigeno, cibo, materie prime, combustibili, ma anche attraverso l’insieme di tutti i beni e servizi ecosistemici, di cui le piante sono il "motore immobile". Quell’amore e quella passione che condividono i botanici e tutti coloro che si dedicano allo studio delle nostre compagne e amiche piante.

La Mostra rappresenta un tentativo per affascinare, incuriosire, appassionare, quanti sono ancora poco consapevoli del Regno vegetale e per suggerire una modalità diversa, meno "utilitaristica" di guardare le piante e la Natura in generale. Le piante infatti sono strumenti speciali che ci permettono di instaurare un contatto diretto con la Natura.

 

Con parole e immagini evocative, la Mostra accompagna il pubblico alla scoperta del Regno vegetale ed è suddivisa in cinque sessioni:

L’importanza di essere pianta

La prima sessione L’importanza di essere pianta, articolata in Vivono di luce, Espressione di vita e Doni senza pretese, racconta il ruolo delle piante quali protagoniste, quasi esclusive della fotosintesi clorofilliana, che consente la produzione di ossigeno, essenziale per la vita, e la trasformazione dell’energia solare in energia chimica, racchiusa in complesse molecole organiche (il glucosio) alla base dello sviluppo delle catene trofiche. Le piante sono capaci di instaurare complesse relazioni, comunicare attraverso segnali chimici, elaborare strategie di adattamento. Le piante sono i motori dei servizi ecosistemici in quanto produttori primari, mirabile congiunzione di pregio estetico e indispensabilità ecologica. I servizi ecosistemici comprendono funzioni essenziali per la nostra vita, che sono di supporto (formazione del suolo, ciclo dei nutrienti, produzione di energia organica...), di approvvigionamento (acqua potabile, cibo, legname, fibre...), di regolazione (del clima, delle maree, depurazione dell’acqua, controllo patogeni...) e culturali (estetici, spirituali, ricreativi...). Le piante quindi sono essenziali per la vita.

Intrecci vitali

La seconda sessione Intrecci vitali, articolata in Nessun essere vivente può vivere da solo, Una costellazione di ecosistemi e Paesaggi umani, descrive la dinamica della vita delle specie vegetali che non vivono isolate le une dalle altre, ma formano spontaneamente delle comunità vegetali. La vita, anche per le piante, così come per l’uomo è un intreccio di relazioni ed integrazioni. Nessuno può vivere isolato. E il paesaggio è la manifestazione di queste relazioni nato non solo dalle interazioni tra la componente fisica (roccia e suolo) e quella vivente (fauna e vegetali) ma anche dalla presenza dell’uomo che ne diventa quindi un elemento essenziale. Ciò ci rende responsabili dei luoghi nei quali viviamo e ai quali apparteniamo.

Un mondo di vita

La terza sessione Un mondo di vita, articolata in Il nostro tesoro: 7293 specie, 600 generi, 178 famiglie, L’oggetto del desiderio e Una convivenza difficile, è dedicata alla Flora d’Italia. Questa ricchezza, da sempre, contribuisce alla bellezza dei paesaggi del nostro Paese, determinando una straordinaria varietà di ecosistemi. Essa rappresenta una fonte d’ispirazione per l'arte e per la letteratura e contribuisce a creare quel legame innato con il territorio nel quale si è nati e cresciuti: il nostro habitat.

Chi conosce ama, chi ama protegge

La quarte sessione Chi conosce ama, chi ama protegge, articolata in Chi studia la flora, Chi ama la flora, Chi protegge la flora, descrive la figura del botanico e di tutti coloro che amano le piante e che si dedicano al loro studio e alla loro tutela. Il botanico è descritto come colui che ama stare all’aria aperta, esplorare ambienti naturali, soggiogato dal fascino delle piante, che riconosce come una delle manifestazioni più belle e spettacolari della vita. Lo studio delle piante appassiona perché le piante sono, più di ogni altro organismo vivente, una sintesi mirabile di bellezza immanente e laboriosa produttività. Accade così che lo stupore estetico diventi sete di conoscenza. Molti botanici “per passione” e non di professione hanno costituito gruppi regionali e nazionali che, on-line e on-site, alimentano il dibattito sul nostro patrimonio floristico e contribuiscono alla diffusione di informazioni e cultura botanica.

Tempi botanici

La quinta sessione Tempi botanici, ripercorre la storia della botanica dall’età classica ai nostri giorni, la nascita degli Orti botanici parallelamente alle principali scoperte scientifiche e ai più importanti avvenimenti storici. Due approfondimenti speciali sono Gli Erbari, dai primi erbari figurati a quelli essiccati e Le flore del terzo millennio.

     
     
     
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Per l'evento di Napoli, info e contatti: Dott.ssa Rosa Muoio (081/2533927, muoio@unina.it)